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Concerti di Tokyo Kudan Minami n⁰ 9 – Concerto di Andrea Pisu (launeddas) e Vanni Masala (organetto)

Pisu Masala

La musica tradizionale sarda si divide in due sottogruppi: cantata e strumentale. Grazie a una lunga tradizione, la Sardegna possiede ancora oggi un patrimonio particolarmente ricco di melodie e di canti, che si differenziano e si caratterizzano per ogni regione dell’isola. Tra gli strumenti sardi sono di primaria importanza le launeddas. Si tratta di uno strumento a fiato tricalamo risalente all’età nuragica (dal 19 al 3 secolo a.C), molto diffuso ancora oggi e impiegato in processioni, concerti e serate di balli. La particolarità dello strumento è quella di essere suonato mediante la tecnica del “fiato continuo” o “respirazione circolare” (soffiando con la bocca ed inspirando contemporaneamente con il naso), che permette la continuità del suono, senza pause. Lo strumento, che conserva dopo più di tremila anni la sua struttura originaria, è formato da tre canne di diversa lunghezza, una lunga, detta “basciu” o “tumbu”, che produce la nota grave fissa, una seconda canna lunga circa la metà, detta “mancosa” (suonata con la mano sinistra) legata al basso con spago impeciato, ed una terza poco più corta di questa, detta “mancosedda” (suonata con la mano destra), che produce le note più acute; la mancosa e la mancosedda sono dotate di quattro fori rettangolari digitabili e di uno più grande (libero e non digitabile) chiamato “arrefinu”. La tecnica utilizzata per suonare le launeddas è molto complessa e richiede dedizione e allenamento costante. Il Sarrabus, soprattutto con il paese di Villaputzu, vanta ancora una scuola di riconosciuti maestri, custodi di un ricco repertorio e esperti nelle tecniche costruttive dello strumento.

Diffusissimo in Sardegna è anche l’uso dell’organetto diatonico (“organittu” o “su sonu”), una piccola fisarmonica utilizzata per accompagnare il canto e il ballo, che dai primi anni del Novecento viene impiegato in quasi tutti i repertori musicali della Sardegna. La particolarità dello strumento è quella di produrre per ogni tasto di forma rotonda due suoni, seguendo la logica della scala diatonica. L’organetto è lo strumento principe per eseguire i balli, e in particolare è amatissimo per “su ballu tundu”, il ballo tondo, il cui nome riporta l’immagine stessa dei ballerini, riuniti in cerchio.

Andrea Pisu alle launeddas e Vanni Masala all’organetto propongono un viaggio nella tradizione musicale sarda, con melodie del repertorio religioso delle launeddas e una rassegna di danze che attraversa le diverse regioni dell’isola, dal Campidano al Barigadu, dal Marghine alla Barbagia, dal Logudoro alla Baronia al Sarrabus.

Per prenotare, cliccare QUI.
Per informazioni scrivere a eventi@iictokyo.com

L’ingresso sarà consentito entro e non oltre le ore 19:00.

 

Programma

1) Sonu de processioni in DO – repertorio religioso delle launeddas

2) Passu torrau – centro Sardegna

3) Dillu – Nuorese

4) Ballo mediana pippìa in DO – repertorio da ballo delle launeddas

5) Logudoresa – Logudoro

6) Ballu brincu – Baronia

7) Ballu tundu – tutta la Sardegna

8) Pastorella in Do – repertorio religioso delle launeddas

9) Sa Danza – Mandrolisai e Barigadu

10) Passu a trese – Barigadu

11) Ballo fiorassìo in DO – repertorio da ballo delle launeddas

 

ANDREA PISU

Originario di Villaputzu, inizia a suonare le launeddas a 10 anni e a 11 esordisce sul palco. A 17 anni vince l'”Oscar del folklore” a Gorizia. Nel 2005 gli viene assegnato il riconoscimento speciale del “Premio Maria Carta”, che vince nuovamente nel 2016 in duo con Vanni Masala (progetto Fantafolk). Seguono il “Premio Città di Ozieri”, il “Premio alla cultura Giorzi Pinna” e il premio come miglior musica al Festival Internazionale di Surin in Tailandia. Ha pubblicato 8 dischi e ha partecipato a numerose incisioni in collaborazione con diversi artisti e importanti formazioni orchestrali, tra cui  l’”Orchestre National du Senegal”, Clara Murtas, l’Orchestra da camera della Sardegna e Daniele di Bonaventura; il blues man Francesco Piu, l’organettista Kepa Junkera. Ha suonato e collaborato con numerosi musicisti come Paolo Fresu, Enzo Favata, Baba Sissoko, Beppe Dettori, Tazenda e molti altri.

VANNI MASALA

Nativo di Oristano, inizia a suonare all’età di cinque anni, inserendosi in una tradizione familiare che vede il padre Paolo attivo come animatore di spettacoli tradizionali e fondatore di gruppi folk, e il  nonno Tonino noto organettista. Dopo anni di studio, musica, piazze e palchi, nel 2010 si laurea all’ Università “La Sapienza” di Roma in “Arti e Scienze dello Spettacolo”. La sua carriera artistica spazia dal folklore più puro alla sperimentazione più audace. Di particolare importanza la collaborazione con il launeddista Andrea Pisu nel duo “Fantafolk”, che produce tra l’altro i dischi Sonadores in Ramadura, Freellu. In duo con Andrea Pisu vince il “Premio Maria Carta 2016” e in Tailandia il premio alla migliore musica Festival Internazionale di Surin in Tailandia. Negli anni Vanni Masala ha creato uno stile ed un suono riconoscibile che lo rende unico, focalizzando la sua musica e le sue esibizioni sul pathos generato dall’improvvisazione, tassello fondamentale anche dell’esecuzione della musica tradizionale sarda. Oltre alla carriera concertistica, Vanni Masala si dedica all’insegnamento della musica tradizionale sarda nella sua scuola privata.

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura di Tokyo
  • In collaborazione con: Mamusic – Firenze