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L’Italia nei quadri di Beppu Kan’ichirō

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L’Istituto Italiano di Cultura, assieme al comitato organizzatore della mostra retrospettiva e con il patrocinio di Associazione Italo Giapponese, organizzano una mostra e un simposio dedicati alla figura del pittore Beppu Kan’ichirō.
Il 2026 segna il 160mo anniversario dall’inizio delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. In occasione di questa ricorrenza, l’Istituto vuole ricordare il pittore Beppu Kan’ichirō (1900-1992), un’importante figura che ha contribuito agli scambi tra i due Paesi. Beppu arrivò in Europa nel 1928 e trascorse gran parte della sua vita in Italia, contribuendo in maniera significativa alla reciproca conoscenza culturale.
La maggior parte della sua produzione di quadri a olio si concentra sulla città di Venezia, anche se non mancano quadri che ritraggono scorci famosi di Napoli, Roma e Firenze.
A 34 anni dalla sua scomparsa, grazie alla collaborazione dei suoi familiari, i membri del comitato organizzatore e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo presentano una mostra retrospettiva di circa 40 opere.

 

INFORMAZIONI
Da giovedì 2 a giovedì 23 aprile 2026
Dalle ore 10.30 alle ore 17.30
Chiuso: tutte le domeniche, lunedì 6 aprile
Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, Sala Esposizioni

Organizzatore: membri del comitato organizzatore della mostra retrospettiva su Beppu Kan’ichirō e del simposio correlato, Istituto Italiano di Cultura di Tokyo
Con il patrocinio di: Associazione Italo Giapponese
Per informazioni: eventi.iictokyo@esteri.it

 

Beppu Kan’ichirō
Nato nel 1900 nella prefettura di Saga. Durante gli anni della scuola media studiò acquerello con Ishikawa Kin’ichirō. Si trasferì a Tokyo nel 1918, dove frequentò l’accademia di arte Kawabata e studiò sotto la guida di Fujishima Takeji. Dopo la vincita del Premio Shunyō nel 1926, soggiornò in Italia per cinque anni a partire dal 1929, con base principalmente a Napoli. Nel dopoguerra fu attivo nel mondo artistico giapponese, ma tornò poi in Italia, stabilendosi a Venezia. Dotato di un’indole da studioso, condusse ricerche approfondite sulle tracce lasciate dai primissimi giapponesi che, già in epoca Meiji, avevano vissuto a Venezia promuovendo gli scambi culturali tra i due Paesi. Inoltre, sia prima sia dopo la guerra, scrisse numerosi saggi sulla sua vita in Italia, che amò profondamente e ritrasse con pennellate vivaci e appassionate.